Psicofarmacologia

Cosa sono gli psicofarmaci?

Gli psicofarmaci sono quei farmaci che in generale hanno un azione sul sistema nervoso centrale. Non solo gli antidepressivi, gli ansiolitici (le benzodiazepine come il valium, il tavor, ecc) sono psicofarmaci ma anche alcuni farmaci utilizzati nella terapia del dolore (come il lyrica), antidolorifici e antistaminici possono essere considerati psicofarmaci.

E’ vero che gli psicofarmaci si usano solo per patologie mentali gravi?

No, vengono utilizzati nella terapia della depressione, del disturbo Bipolare ma anche nel Disturbo Ossessivo Compulsivo, nel Disturbo di Panico e nei Disturbi d’ansia in generale. Possono essere utili anche solamente per un breve periodo di tempo per attenuare il dolore o ridurre i livelli di tensione/ansia in una situazione psicologica difficile e stressante come un lutto, una rottura sentimentale, difficoltà sul lavoro o in seguito ad un trauma.

Gli psicofarmaci danno dipendenza?

Solo le benzodiazepine (tavor, valium, en, lexotan, xanax, ecc) possono dare dipendenza se utilizzate in maniera continua e senza controllo medico. Gli antidepressivi o gli stabilizzanti dell’umore (carbamazepina o sali di litio) ad esempio, contrariamente a quanto si pensa, non danno dipendenza.

Gli psicofarmaci cambiano il carattere?

Assolutamente no. Per quanto agiscano a livello del sistema nervoso centrale non possono in alcun modo cambiare la nostra personalità. Possono renderci meno ansiosi, possono darci una maggior capacità di affrontare le difficoltà, farci dormire meglio e attenuare la sofferenza ma non possono modificarci il carattere.

Gli psicofarmaci danneggiano l’organismo?

Gli psicofarmaci in generale non provocano danni ad organi e non ne modificano il funzionamento a meno che non ci siano problemi preesistenti. Ad esempio se un paziente ha una grave patologia epatica l’utilizzo cronico di farmaci potrebbe sovraccaricare un fegato già compromesso ma come farebbe qualsiasi altro tipo di farmaco con metabolismo epatico (la maggior parte dei farmaci, infatti, viene metabolizzata dal fegato e se questo non funziona bene il suo funzionamento sarà ulteriormente compromesso da un sovraccarico di lavoro) ma parliamo di gravi epatopatie come la cirrosi epatica. Le benzodiazepine, invece, oltre a dare dipendenza possono, se utilizzate in maniera impropria, alterare le funzioni cognitive negli anziani e comunque in generale possono dare spossatezza e difficoltà di attenzione/concentrazione. E’ necessario assumerle dietro controllo medico.

Nei disturbi d’ansia la terapia di prima scelta sono gli ansiolitici/benzodiazepine?

No, le benzodiazepine si utilizzano solo al bisogno nella prima fase della cura quando la terapia principale ancora non funziona ma la terapia d’elezione è l’antidepressivo. Di solito vengono usati gli antidepressivi serotoninergici (paroxetina, citalopram, sertralina, fluvoxamina, ecc) che sono meglio tollerati.

Come faccio a sapere che soffro di un disturbo d’ansia?

L’ansia fa parte della nostra vita. Proviamo ansia o siamo preoccupati se si avvicinano scadenze di pagamenti o di lavoro. Abbiamo l’ansia se dobbiamo affrontare un lungo viaggio lontano da casa oppure se abbiamo un esame o un importante colloquio di lavoro. L’ansia in questi casi è funzionale per permettere un miglioramento delle nostre performance in quell’occasione specifica.

A volte però può diventare disturbante manifestandosi con tensione interna persistente oppure con sintomi fisici quali reazioni gastroenteriche, nodo alla gola, difficoltà a respirare, tachicardia, ecc. Quando questo stato si presenta continuamente o in situazioni normalmente non ansiogene oppure i sintomi fisici si presentano con tale violenza da temere di morire, impazzire o perdere il controllo… ecco allora si parla di disturbo.

In pratica quando l’ansia comincia a modificare la nostra qualità di vita o interferire con il nostro funzionamento solito dobbiamo iniziare a pensare che forse c’è qualcosa che non va e rivolgerci ad uno specialista.

Come funzionano gli antidepressivi nella terapia dei disturbi dell’ansia?

In generale mentre le benzodiazepine “calmano” l’ansia attenuandola per qualche ora per poi ritornare esattamente uguale a prima, gli antidepressivi modificano la soglia dell’ansia in maniera persistente alzandola, impedendo così di avere reazioni d’ansia eccessive per stimoli normalmente non antigeni.

Le cure della mente