Disturbo post-traumatico da stress

Il disturbo post- traumatico da stress (PTSD) può essere conseguente a qualsiasi evento tragico, doloroso e terrificante. E’ stato studiato all’inizio nei veterani di guerra, ma persiste ad oggi la consapevolezza che possa risultare da una grande varietà di eventi traumatici (abusi, catastrofi naturali, omicidi, rapine, incidenti sul lavoro ecc.).

Le persone che esperiscono un PTSD hanno pensieri persistenti di paura e ricordi intrusivi dell’evento, riportando difficoltà di adattamento alla vita e alle relazioni quotidiane. La sofferenza è aumentata dal costante “rivivere” il trauma in forma di incubi o immagini disturbanti durante il giorno (di solito senza la comprensione di un chiaro motivo, ma spesso quando sono esposti ad eventi od oggetti o persone o anniversari che gli ricordino il trauma).

La riattivazione di flashback può portare la persona a perdere il contatto con la realtà e renderlo incapace di reagire per un periodo che varia da alcuni secondi o qualche ora o, nei casi più gravi, alcuni giorni).

Questo causa difficoltà di sonno, depressione, irritabilità e aggressività, isolamento sociale.

Il PTSD può capitare ad ogni età, compresa l’infanzia.

In seguito ad un evento altamente stressante non tutte le persone sviluppano un PTSD ma più spesso una serie di sintomi temporanei (che servono al cervello per adattarsi all’accaduto) e che si risolvono nel giro di 3 mesi.

Nonostante sia assolutamente utile richiedere un aiuto anche in questo periodo in termini di prevenzione e velocizzazione dell’elaborazione, la diagnosi vera e propria di PTSD può essere effettuata solo dopo 3 mesi dall’evento.

La terapia maggiormente efficace e presente nelle linee guide di numerosi Paesi come terapia elettiva del PTSD è l’EMDR , che permette una rielaborazione adattiva dell’evento.

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