Disturbi del sonno

Il sonno è un parametro fisiologico di estrema importanza per la nostra salute psico-fisica. Nel corso della vita di un individuo possono presentarsi alterazioni del sonno sia in termini qualitativi che in termini quantitativi: in altre parole, come è esperienza comune, possiamo dormire troppo o troppo poco, in modo più o meno riposante, in modo disturbato, e così via.

A livello generale è possibile dire che, da un punto di vista quantitativo, la privazione di sonno prende il nome di insonnia, e si può parlare di insonnia iniziale (difficoltà consistenti nell’addormentamento), insonnia intermedia (frequenti risvegli durante la notte con difficoltà a riprendere sonno) e insonnia terminale (cessazione del sonno nelle primissime ore del mattino con impossibilità a riprendere sonno). L’opposto dell’insonnia, invece, prende il nome di ipersonnia, e coincide con la necessità soggettiva di dormire un numero di ore eccessivo rispetto all’età e alle caratteristiche di vita del soggetto.

Da un punto di vista qualitativo, invece, i disturbi del sonno diventano più difficilmente definibili, nel senso che comprendono fenomeni quali incubi, terrori notturni, apnea notturna o una qualità del sonno poco riposante, che dipendono da molteplici fattori solo parzialmente chiariti dalla medicina contemporanea.

A complicare ulteriormente la definizione del problema si aggiunge il fatto che, pur in presenza di alcuni parametri di riferimento che definiscono un range di ore sufficienti o insufficienti di sonno a seconda dell’età e delle caratteristiche psico-fisiche di un soggetto, rimane il fatto che la quantità e qualità di sonno necessaria ad una persona presenta una notevole variabilità, e dipende inoltre da abitudini e stili di vita soggettivi.

Di conseguenza, ad esclusione di situazioni di disturbi del sonno conclamati, il parametro più affidabile per valutare se è presente o meno una difficoltà in quest’ambito rimane la valutazione soggettiva. Di grande importanza è quindi non sottovalutare la difficoltà e il disturbo e affidarsi ad una valutazione clinica non appena si percepisce una qualche forma nel mal funzionamento di questo parametro fisiologico.

Da un punto di vista clinico, infine, l’elemento di maggior rilievo a proposito del sonno e dei suoi disturbi riguarda la trasversalità di questi ultimi all’interno della psicopatologia: questo significa che il sonno è un parametro coinvolto nella stragrande maggioranza delle condizioni di sofferenza psichica. Ad esempio, una persona può faticare a dormire per una condizione ansiosa, ma anche per una situazione di depressione, o ancora la medesima fatica nell’addormentamento potrebbe rivelarsi essere un sintomo di tipo post-traumatico.

A fonte di tale trasversalità, dunque, la cosa più importante è quella di poter inquadrare, attraverso uno screening clinico, il tipo di contesto generale a cui il sintomo del sonno può essere ricondotto, a partire dalla macro distinzione tra la presenza di un disturbo di ordine psichiatrico o neurologico, o un disturbo invece di origine psicogena.

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